Il 24 Febbraio 2016 nasce FLOG - il nostro flower blog, un percorso attraverso la storia, la biologia, la cultura e la cura dei nostri amati fiori ed ovviamente delle relative piante. Sarà un viaggio da fare insieme tra letteratura, cultura popolare, poesia, arte e scienza che speriamo condividerete con noi con commenti, domande e condivisioni con i vostri amici altrettanto appassionati di gardening.

FLOG, nello slang inglese significa pubblicizzare ed ovviamente nasce dalla fusione dei termini flower e blog e racchiude in sé il concept per il quale nasce il blog stesso ma anche la materia di cui si discuterà: i fiori come strumento di pubblicità al naturale. Ma in che senso?Ne scoprirete di più leggendo il primo articolo di FLOG:

L'INVENZIONE PIU' RIUSCITA DI MADRE NATURA: I FIORI

Buona lettura.

 

Giugno... è proprio ora di godersi il balcone!

A giugno un tripudio di fioriture fa mostra di sé e c’è da perdersi nella scelta! Particolarità di questo mese, le fioriture nei toni freddi del blu, del rosa e del viola: inserirle in giardino dà subito un tocco di romanticismo. Come ad esempio la

lavanda

Negli orti e giardini assolati della Penisola basta a volte seguirne il profumo: a giugno le nuvole blu della lavanda in fiore si fanno notare. Usata da secoli come rimedio per le sue proprietà medicinali e come profumante per il corpo e per la casa, la lavanda si presta altrettanto bene come pianta ornamentale.La specie più diffusa allo stato selvatico è la Lavandula officinalis, dalle tipiche foglie grigio chiaro e dai fiori azzurro pallido, portati su lunghe spighe 

Le diverse varietà di lavanda sono accomunate dalla facilità di coltivazione, tutto quello che occorre è un terreno asciutto e argilloso, in pieno sole. Una volta piantate, le piccole piante vanno potate durante il primo anno per preservare le energie che altrimenti sarebbero impiegate nella fioritura, e favorire così l’accestimento del cespuglio. Negli anni seguenti si effettua una potatura a inizio primavera. 

Le spighe fiorite si raccolgono in mazzi e si lasciano seccare a testa in giù in luogo arieggiato e asciutto. Una volta secche, sbriciolate e messe dentro sacchettini di cotone, profumeranno e terranno lontane le tarme all’interno del guardaroba. Sparse nell’acqua del bagno, sono un vero e proprio rimedio aromaterapico defaticante e rilassante.

Arrivato giugno, il grandioso spettacolo delle rose non smette, anzi: le rose a fioritura unica di maggio passano il testimone alle varietà di rose rifiorenti, in fiore da giugno fino ai primi geli, declinate in tutte le tonalità di giallo, camoscio, arancione, rosa, rosso, fino al viola malva, oltre al bianco.

Fiore non molto diffuso nei giardini, dalla forma insolita a cappuccio di giullare, o vagamente alieno, l’aquilegia (Aquilegia vulgaris) meriterebbe di essere reintrodotta nei giardini, vista la sua facilità di coltivazione e la grande varietà di colori, regalo della sua tendenza a ibridarsi spontaneamente. Il suo ambiente ideale è una macchia semi ombreggiata dalle fronde, dal terreno leggero e drenante, che ricordi un po’ i luoghi boscosi di collina e di montagna di cui è originaria.

Abbinando diverse varietà a fioritura scalare (A. chrysantha, pyrenaica, alpina) si può ottenere una macchia di colore dalla tarda primavera fino a fine luglio. Anche in mancanza delle corolle l’effetto decorativo è assicurato, grazie al fogliame elegante e leggero.

Questa piccola meraviglia da giardino una volta introdotta si può riseminare facilmente, raccogliendo i semi dalle capsule verdi che si formano finita la fioritura; basterà farle seccare, prelevare il seme e riseminarlo in autunno in periodo piovoso. Il seme necessita di vernalizzazione, cioè di un periodo di gelo per attivare la germogliazione, che avverrà la primavera successiva.

È incredibile come nel giro di poche settimane, da un cespuglio di rami nudi si sviluppi una vegetazione esuberante come quella delle ortensie.

Lasciate che le corolle di H. macrophylla si tingano a seconda della composizione del vostro terreno: i fiori prenderanno delle belle tonalità sfumate, dal rosa pallido con ombre verdi in terreno a tendenza alcalina, all’azzurro tendente al malva in terreni acidi.

Tutte le ortensie amano le zone semi ombreggiate; possono sopportare il pieno sole solo in condizioni di clima umido costante, come ad esempio nella zona dei laghi o in Riviera. In tutti gli altri casi, bisogna assicurarsi che possano attingere a generose somministrazioni di acqua.

Celebrato e rappresentato nella sua bellezza fin dai tempi antichi, associato a miti e a storie di santi, Lilium è uno di quei fiori che si amano alla follia o si detestano. D’altronde, con i suoi fusti alti fino a 1,5 m che portano mazzi di fiori a tromba di 15 cm di larghezza, non è tipo da passare inosservato. Il più conosciuto è senz’altro Lilium candidum, o Giglio di Sant’Antonio, l’unico che mantiene il fogliame anche d’inverno; i suoi bulbi, se piantati in un terreno adeguatamente ricco in sostanza organica e ben drenato, regalano su ogni stelo gruppi da 5 fino a 20 fiori di colore bianco puro con stami gialli, dal profumo stordente, talmente tanto che l’antica arte giapponese dell’ikebana, l’arte di disporre i fiori, suggerisce di distribuire in più stanze gli steli di giglio, e mai riempire un vaso con due o più steli, altrimenti si vanificherebbero le proprietà rilassanti del suo dolce profumo.

Tradizionalmente accompagnata alle rose, la Clematis è tra le piante rampicanti più amate dell’intera Europa. 

Le sue varietà includono fiori di ogni gradazione di colore, ma quelle coltivate più di frequente nei giardini si vestono di blu intenso, di viola, di bianco, di rosa.

La più romantica è Clematis montana, dai piccoli fiori a 4 tepali, bianchi o appena rosati, dal profumo dolce, vanigliato. Cresce fino a 12 m e può ricoprire interamente un pergolato con la sua nuvola di fiori chiari.

La clematide merita di essere lasciata libera di attorcigliarsi e di arrampicarsi dove vuole, su alberi e siepi, su recinzioni, steccati o anche più prosaici muri in cemento da nascondere. Qualsiasi elemento verticale andrà bene, purché offra dei minimi appigli a cui la clematide possa ancorarsi. 

Un altro modo di coltivare la Clematis, da provare, è quello in orizzontale: si dispongono a terra dei rami di potatura, non troppo grossi, in modo da creare una piccola griglia, vicina al terreno ma aerata. Sopra ci si fa adagiare la pianta, che in breve tempo ricoprirà la zona, con un effetto “letto di fiori”. 

 

Quindi è giunto il momento di sedervi e di godere del vostro giardino. Magari con un bel libro.

 

Ecco allora 5 libri che secondo noi il buon giardiniere deve leggere prima o poi nella vita.

In rigoroso ordine sparso:

1. Il giardino di Elizabeth di Elizabeth Von Arnim

2. L’educazione di un giardiniere di Russell Page

3. Pollice verde di Ippolito Pizzetti

4. Libereso, il giardiniere di Calvino. Da un incontro di Libereso Guglielmi con Ippolito Pizzetti di Libereso Guglielmi

5. L’avventura di un giardiniere di Peter Smithers

 

 

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Maggio: piante dentro e fuori casa

E’ proprio arrivato il momento di arricchire il terrazzo di piante ornamentali. Acquistiamo delle piantine da sistemare nelle cassette e nei vasi e seminiamo anche quelle a fioritura estiva per avere fiori fino a ottobre.  Scegliamo la posizione adatta a ogni pianta, usiamo terriccio di buona qualità. Sostituiamo le viole con piante da fiori stagionali come petunie, non ti scordar di me, gerani, lobelia, impatiens, tagete e peperoncino ornamentale. Si seminano all’aperto campanule, fiordalisi, garofani.

Spuntare i rosai eliminando i rametti troppo fitti e sottili

Sfoltire e regolare le piante in vaso

Potare le siepi sempreverdi, eliminando i nuovi rami che emergono dalla sagoma

Per tappeti erbosi procedere a una regolare rasatura almeno una volta alla settimana all’altezza di 3/4cm con terreno ben asciutto.

In terrazzo riempiamo i vasi di fiori, spostando le bulbose oramai esaurite in ombra, e piantando gerani, petunie e ogni tipo di erbacea annuali. Per quanto riguarda i gerani: per tutto il tempo della fioritura aggiungere all’acqua dell’innaffiatura un concime fertilizzante ricco di potassio ogni 15 giorni.

Altri lavori da fare: rinvasare e moltiplicare, abbelliamo i davanzali e mettiamo all’aperto le piante grasse

Nel mese di maggio è possibile moltiplicare con successo, attraverso divisioni di cespi, alcune piante d’appartamento come anthurium, aspidistra, clivia, maranta, sanseveria,e spathiphyllum

E’ il momento di occuparci delle piante di casa sostituendo loro il vaso o il terriccio e iniziando a concimarle.

Passato l’inverno alcune delle piante di casa appaiono decisamente bruttine, come ad esempio il ficus benjamin a cui si deve mettere nuova terra e potare energicamente, tagliando il fusto se già molto alto e i rami laterali in modo da indurre una maggiore ramificazione. Bisogna metterlo in buona luce e annaffiare mescolando del fertilizzante per piante verdi, in poche settimane tornerà come prima.

Nuova luce allo spatiphyllum, questa pianta d’appartamento nella bella stagione ha bisogno di un posto protetto, non colpito dal sole diretto. Ha bisogno di fertilizzante: la pianta si svilupperà e darà forse anche nuove fioriture.

Un consiglio per la dracena: attenzione a non lasciare la dracena al sole, in casa sistemarla al riparo di una tenda oppure dove riceve luce indiretta.

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APRILE.. E ADESSO CHE FIORI METTO SUL BALCONE?

La primavera è finalmente arrivata: nei giardini e sui balconi iniziano ad apparire i primi colori. Ma quali varietà floreali scegliere ?

Con la crescita delle temperature e delle ore di luce solare si potrà ottenere il massimo di soddisfazione da un'aiuola fiorita, ma anche dai semplici vasi in balcone.

A partire dai coloratissimi tulipani, dalle molteplici varietà e colori, le cui cure sono molto semplici: sarà sufficiente interrare i bulbi con la parte più affusolata rivolta verso l'alto, a pochi centimetri dalla superficie. Inoltre si potranno recuperare gli esmplari dell'anno precedente, dopo aver raccolto i bulbi in estate, per mantenerli in un luogo fresco ed asciutto sino alla successiva primavera.

Altro fiore classico del periodo, spesso concomitante con il periodo pasquale, è rappresentato dal narciso.

Regalerà emozioni piacevoli all'olfatto con il suo gradevolissimo profumo. Seguono quindi le margherite, le prime campanule, le ultime varietà di rose invernali, dalie e gigli.

Aprile è anche il mese ideale per riscoprire delle varietà dimenticate.

Si parte dalla fresia con il suo elegante portamento ed i petali a campana rovesciata, si prosegue con l'ornitogallo, le calle e le dalie. 

Per gli amanti delle piante da appartamento è il momento adatto per adottare un nuovo ficus.

Seppur tendano a resistere indisturbate anche nei mesi più freddi dell'anno, in primavera e soprattutto ad aprile, anche le piante grasse necessitano di qualche opera di manutenzione, quali cambio del terriccio e verifica delle condizioni di salute degli esemplari. In particolare è il periodo perfetto per il rinvaso, anche abbinando specie diverse per ottenere originalissime composizioni.

Per effettuare l'operazione senza pungersi con spine ed aculei, un suggerimento molto utile: basta avvolgere la pianta ed il relativo terriccio sollevato con un pezzo di cartoncino da imballaggio.

Si presti inoltre attenzione alla necessità dei propri esemplari, anche in termini di aridità ed apporto d'acqua, perchè in primavera molte piante grasse entrano nel loro ciclo vitale più attivo, con splendide e coloratissime fioriture.

Fra le tante il fico d'india, gran parte delle varietà di Sempervivum e la grande famiglia dei cactus.

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Perchè la mimosa è il fiore per eccellenza da regalare l'8 Marzo?

Nel 1908, proprio l’8 marzo, 129 operaie di un’industria di New York rimasero uccise in un incendio, mentre protestavano per le condizioni di lavoro indegne a cui erano sottoposte. Da allora, l’8 marzo è diventata la giornata ufficiale dedicata alle donne.

Ma perché, tra i tanti fiori, proprio la mimosa è stata scelta come “regalo doc” per questa giornata?

Secondo alcuni, perché nei pressi della fabbrica bruciata nel 1908 cresceva proprio un albero di mimosa. Tuttavia l’ipotesi più accreditata è di carattere più storico che simbolico.

Sono state le italiane a eleggere la mimosa “pianta delle donne”. Nel 1946, l’U.D.I. (Unione Donne Italiane) cercava un fiore che potesse celebrare la prima Festa della donna del dopoguerra. La scelta fu quasi obbligata: la mimosa è una delle poche piante a essere fiorita all’inizio di marzo. 

La mimosa è, infatti, un fiore molto delicato. Per farla durare più a lungo potete utilizzare un piccolo trucchetto, con un coltellino affilato eliminate tutte le foglie rovinate e quelle alla base dei rametti, questi, infatti, marciscono più rapidamente perché sono a contatto con l’acqua del vaso, poi immergetela in abbondante acqua pulita, fresca e inacidita con due gocce di limone. Il vaso va poi collocato in piena luce, ma lontano dalle fonti di calore, come i termosifoni. La mimosa è una pianta che rilascia molta acqua attraverso la traspirazione, quindi bisogna evitare che ne perda troppa e troppo velocemente, continuando a offrirgliene di nuova e collocandola in un ambiente fresco e umido. Diversamente seccherà molto in fretta.

Inoltre, pur avendo bisogno di luce, la mimosa non ha bisogno di temperature elevate. Non a caso, le foglie, che sono a loro volta composte da tante piccole foglioline, si ritraggono se la temperatura supera i 20°C. Questo, di nuovo, per evitare di perdere troppa acqua e di morire più velocemente.

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COSA SEMINARE A MARZO E COME SFRUTTARE LO SPAZIO

Finalmente il meteo ci da' un po' di tregua e possiamo iniziare a goderci il sole tiepido, qualche passeggiata all'aria aperta, i colori dei primi fiori.

Avevamo preparato il balcone e l'orto a febbraio ma ora è il momento di iniziare a prendersi cura davvero delle nostre piante.

Con l'aumento delle temperature dobbiamo preoccuparci meno delle gelate notturne ma ora c'è più bisogno di attenzione se si vuole ottenere una buona fioritura nei prossimi mesi.

Per quanto riguarda il vostro orto, che sia anche un piccolo orto sul balcone, ecco cosa seminare in questo periodo: partendo sicuramente dall'insalata (lattughine o altre di questo genere), aggiungendo il basilico agli aromi fino a sbizzarrirvi con cetrioli, melanzane, peperoni, zucchine e pomodori.

Questo è poi il periodo per mettere a dimora i bulbi da fiore che in primavera renderanno il tuo giardino un tripudio di colori: dalie, gigli, hemerocallis, crocus, tulipani, narcisi... scegli quelli che preferisci!

Tra i vari fiori da mettere a dimora nel mese di marzo c’è la Zinnia, una splendida pianta annuale originaria del continente americano ed appartenente alla famiglia delle Asteracee.

Si tratta di una pianta caratterizzata da fusti che possono raggiungere i centoventi centimetri e da foglie ovali o lanceolate a seconda della specie. I fiori sono semplici o doppi, spesso simili a Margherite, di colore giallo, rosa, rosso o bianco. La semina della Zinnia, come detto, avviene nel corso della primavera a seconda delle condizioni climatiche. La Zinnia è abbastanza semplice da coltivare e non richiede accorgimenti particolari.

Siccome sui balconi non c'è mai spazio in abbondanza, per le vostre piante aromatiche potete creare un vero giardino in verticale con una vecchia scala o in alternativa potete usare un bancale alto 20 cm.

E allora buon giardinaggio!

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SAN VALENTINO... fatti emozionare!

In questa giornata qualcuno si chiede che fiori regalare, mentre qualcun altro dà per scontato che regalerà delle rose rosse.

E' vero, da sempre le rose rosse sono il simbolo dell'amore e della passione, ma siamo sicuri che sia proprio il fiore preferito o indicato per la propria lei/lui?

Io consiglierei innanzitutto di non essere frettolosi e di soffermarsi un minuto, perchè l'aver "perso" del tempo per la propria metà per decidere cosa è meglio regalarle significa amore.

Quindi arriverei davanti al negozio, darei un'occhiata alla vetrina e a tutto ciò che è esposto fuori, poi entrerei e darei uno sguardo in giro perchè anche i colori parlano e generano emozioni in chi li osserva e sarebbe bello poter dire " ho scelto questo perchè mi ha dato subito un senso di allegria e ho pensato a te!"...

Se si vuole spaziare sulla scelta floreale le opportunità di certo non mancano... per farvi alcuni esempi, oltre alle rose di un'infinità di colori, io consiglierei i tulipani altro fiore associato all'amore, i ranuncoli visti spesso in queste giorni nei mazzi del Festival di Sanremo che hanno il pregio di avere una buonissima durata ed infine per i palati più raffinati ed eleganti delle orchidee ed in quest'ultimo caso si potrà anche decidere se optare per un fiore reciso o una pianta.

Quindi fermatevi anche solo un minuto in più... lasciatevi conquistare ed auguri a tutti gli innamorati!

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VOGLIA DI COLORE? VEDIAMO QUALI FIORI SEMINARE A FEBBRAIO.....

Tolti i “temibili giorni della merla” che ci hanno risparmiato rispetto al freddo dei giorni scorsi, le temperature dovrebbero andare ad aumentare per lasciare, finalmente, il posto alla rinascita primaverile. 

E per gli amanti del pollice verde, esperti o alle prime armi che siano, questo vuol dire una cosa sola: è ora di mettersi all’opera.  

Ma, andando con ordine, 

prima della semina, ci sono le operazioni di preparazione del giardino, o della terrazza o balcone che siano. 

 

Hai tutto l’occorrente in casa? 

 

• Attrezzi e utensili da giardinaggio

• Vasi

• Sottovasi

• Terriccio e argilla espansa

• Concimi

 

Bene, ora che abbiamo tutto, ecco quali lavori dovremo svolgere per i fiori da seminare a febbraio: 

 

 

• Per le piante nuove: studiamo con cura le più indicate in base agli spazi, all’esposizione, alla manutenzione che richiedono. Puliamo con cura i vasi e le fioriere che, eventualmente, li ospiteranno. Se ti piacciono i vasi di terracotta, ricordati di bagnarli prima di riempirli di terra. Questo impedirà che assorbano l’acqua del terriccio. Se semini direttamente a terra, controlla che il terreno sia adatto ai fiori che hai scelto. Movimentalo, in modo che si arieggi e sia più ricco quando ospiterà le sementi. Se ci fossero, togli le erbacce, pulisci dalla pacciamatura, insomma, fai in modo che tutto sia in ordine.

 

• Per le piante che già hai nei vasi: è ora di dare loro una casa più grande. Questo permetterà loro di crescere ancora, avendo più spazio e respiro anche le radici. Anche in questo caso valgono le dritte scritte poco sopra per quanto riguarda i vasi. Una cosa importante: le piante non amano il ristagno di acqua. Per un terreno più drenante, metti nel fondo del vaso uno strato di argilla espansa. 

 

 

Perfetto. Dopo queste semplici operazioni, non resta che scegliere quali fiori seminare. Ecco alcuni suggerimenti.

 

Le petunie: un classico senza tempo. Pianta erbacea annuale, Ideali per i piccoli balconi come per i giardini o le aiuole, le petunie fioriscono in primavera e continuano a colorare il nostro verde fino all’autunno inoltrato. Molte le varietà di colore dei loro fiori: dal rosa, la bianco, al viola, ma anche fucsia acceso e persino bicolori. Dove posizionarle? Le petunie vogliono il sole e non amano il vento. Il mantenimento richiede qualche piccolo accorgimento, soprattutto nelle innaffiature nei mesi più caldi. Infatti, se normalmente possono essere innaffiate ogni 2 o 3 giorni, quando fa molto caldo e la siccità incombe, la portata di acqua va intensificata, sempre stando attenti a evitare i ristagni di liquidi, che altrimenti farebbero marcire la pianta. Per le petunie è preferibile un terriccio che resti fresco, drenato e che sia ricco di materiale organico. Durante i mesi caldi, cioè nel periodo maggio-settembre, all’acqua delle innaffiature va aggiunto del concime liquido. Questo una volta ogni 15 o 20 giorni    

Il garofano indiano. Detto anche tagete, appartiene alla famiglia delle Asteraceae, è un fiore semplicissimo da coltivare e curare. I suoi petali hanno colori intensi, che vanno dal giallo delle estremità, fino alle calde tonalità del bordeaux o del terra di Siena nelle prossimità della corolla. Fiorisce verso fine maggio e i suoi colori sono di gran lunga l’unico motivo per cui viene così spesso scelto, visto che non si può dire lo stesso del profumo. Pianta cespugliosa, la sua altezza varia dai 25 agli 80 cm. Come le petunie, ama stare il sole, ma non può soffrire il freddo, poiché, già a 10°, rischia di non sopravvivere. Per questo motivo, appena piantato, dovrai tenerlo al riparo fino all’arrivo effettivo della primavera. Non c’è un terreno particolare che possa preferire, semplicemente basta che non crei ristagni. Non ha bisogno di essere potato, basta eliminare fiori e foglie secchi. Durante il periodo di fioritura (maggio-ottobre), va aggiunto del concime liquido all’acqua delle innaffiature    

Il fiordaliso. Sempre appartenente alla famiglia delle Asteraceae come il tagete, anche il fiordaliso è un fiore a basso livello di manutenzione, che però ci regala delle fioriture bellissime, grazie ai suoi particolari fiori di colore viola/lilla. Anche questo fiore ama le posizioni soleggiate, ma, a differenza del tagete, non teme il freddo. Non siate avidi con le innaffiature. Al fiordaliso piace bere molta acqua, anche se vi chiede di aspettare che il terriccio sia asciutto tra un’innaffiatura e l’altra. Si accontenta di un terreno universale, sempre che sia ben drenato. Il concime va aggiunto alle innaffiature, più o meno una volta ogni 20 o 25 giorni. 

Non mi resta a questo punto che augurarti buon lavoro!!!!

 

wwwhttp://www.vivailoda.it/i-consigli-del-giardiniere-dettaglio.php?consiglioId=42

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Comporre i fiori in zucca - corso NOTE D'AUTUNNO 18/10/2016

Marco Signorelli vi illustrerà passo dopo passo la tecnica compositiva per creare la vostra splendida zucca fiorita. 

Un breve tutorial sulla tecnica per svuotare la zucca e l'inserimento dei fiori in spugna.

 

Video tratto dall'ultima lezione del corso NOTE D'AUTUNNO.

Segui il nostro canale YOU TUBE per nuovi ed interessanti tutorial. A presto

 

FIORI NELLA ZUCCA

ed ecco le meravigliose composizioni realizzate dalle nostre alunne

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COLTIVARE PIANTE DAL SEME di holly farrel

COLTIVARE PIANTE DAL SEME

Che cosa hanno in comune avocado, mele, mango e pomodori? La risposta è: possono essere coltivati in casa, senza grandi spese, dai semi che altrimenti finirebbero tra gli scarti.

 

Coltivare Piate dal seme vi mostra come coltivare un'ampia gamma di frutti e ortaggi, all'interno o all'esterno, anche con un livello minimo di esperienza e di attrezzature.  Questa guida completa tratta una serie di interventi in caso di parassiti e di altri problemi. Vi basterà solo scegliere il seme da coltivare, il vaso più adatto e le condizioni ideali: i risultati non si faranno attendere.

 

Ricco di fotografie e di istruzioni passo passo corredate di illustrazioni, questo libro è la guida perfetta per far conoscere agli appassionati di tutte le età l'entusiasmo di vedere una pianta che cresce giorno dopo giorno.


Personalmente ho deciso di acquistare questo libro oltre che per come si presenta e l'impaginazione anche per la semplicità di lettura e la possibilità di passare da un argomento all'altro e tornarci su qualora sorgessero dei dubbi. Le illustrazioni sono davvero molto ben fatte e spiegano veramente bene come procedere per eseguire i vari step dalla raccolta alla semina fino alla raccolta.

 

Vi consiglio vivamente questo libro oltre che per uso personale anche come idea regalo: basta veramente niente per creare un piccolo orto in giardino o sul balcone, anche in piccole fioriere.

 

DISPONIBILE IN NEGOZIO

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SETTEMBRE: il mio autunno fiorito

Le valigie sistemate, le foto archiviate, ci prepariamo a ritornare alla routine quotidiana; lavoro,spesa,scuola,orari da rispettare ma torniamo anche A CASA NOSTRA, quel posto che quando rientri dalle vacanze pensi " bhe comunque mi è mancata casa mia". Bene cosa succede dopo questa affermazione? abbiamo la saudade da vacanza....bhé quale miglior modo per combatterla se non ricreare sul nostro balcone o giardino quel senso di libertà, di aria aperta, di profumi e colori che tanto ci faceva stare bene durante le nostre meritate ferie. Di seguito vi spiegherò come ricreare il nostro paradiso naturale a casa nostra.

 

Il clima ancora gradevole ma non eccessivamente caldo ci permette di godere di magnifici e colorati fiorellini ma anche dei sempreverdi possono arricchire il nostro paessagio. Eccone alcuni:

ASTRI

Sono delle piantine che somigliano molto alle Margherite perenni e, in base al tipo, hanno colorazioni diverse come ad esempio rosa,  viola e bianco.

Prediligono ambienti luminosi e soleggiati e vivono bene se piantate in terreni soffici e ricchi di materiale organico.

 

Quando possiamo coltivarli? La loro fioritura comincia dalla metà di agosto per poi proseguire per tutto il mese successivo, per cui questo momento è proprio ideale!

 

Come? Se abbiamo intenzione di piantare in giardino la nostra piantina è bene seguire alcuni utili accorgimenti, vediamoli subito:

Solitamente i Settembrini vengono venduti in piccoli vasetti, quindi nel momento cui ci accingiamo a preparare la buca nel terreno è bene che essa sia di grandezza doppia rispetto al panetto di terra presente nella piantina acquistata.

Inoltre, affinché la pianta riesca a crescere nel migliore dei modi, è utile che prima dell’impianto venga adagiato uno spesso strato ghiaioso e poi del materiale stallatico od organico.

Dopo aver cosparso del terriccio per evitare il contatto diretto delle radici con il concime, possiamo finalmente piantare la nostra piantina e terminare il lavoro con l’aggiunta del terriccio  rimanente compattandolo per bene.

 

Se poi all’inizio e durante la crescita della pianta ci diamo la pazienza di annaffiarla frequentemente senza però crearle ristagno idrico, il risultato sarà assicurato! Nel nostro giardino comparirà una splendida macchia di colore bella rigogliosa e ricca di fiori!

 

Fonte testo: http://www.vivaioscariot.it/fiori-di-settembre-quali-possiamo-piantare/

VIOLE

Per i romantici e gli amanti dei fiori classici, questo è sicuramente il momento giusto per acquistare la cosiddetta Viola del Pensiero: settembre infatti è uno dei mesi in cui la piantina espone bellissime fioriture.

Ne esistono molte specie ed i suoi fiori si riconoscono dal fatto che i petali, molto grandi, hanno diverse tonalità di colore e al centro hanno un bellissimo disegno.

Quelle più comuni e maggiormente richieste sono di colore giallo e viola.

 

Dove possiamo coltivarle? Queste piantine possono essere radicate sia nel giardino di casa che nei vasi delle nostre terrazze e dei nostri balconi. Importante che in questo momento dell’anno esse vengano collocate in luoghi luminosi e soleggiati e non importa se avremo delle giornate fredde! Le viole non temono il gelo.

 

Che tipo di terreno utilizziamo per la piantagione della Viola del Pensiero? Queste piantine non hanno particolari esigenze, del terriccio universale molto fertile mescolato a sabbia è l’ideale, il tutto però deve essere ben drenato!

 

Se vogliamo poi che la nostra viola cresca sana e forte allora una frequente innaffiatura è fondamentale.

Inoltre per aiutare la crescita è bene concimare la pianta ogni mese mediante del fertilizzante fluido diluito in acqua.

 

Infine quando vogliamo piantare assieme più viole di colore diverso, il consiglio per ottenere un miglior effetto estetico è quello di distanziare ogni piantina a venti/venticinque centimetri da quella vicina, vedrete che capolavoro!

 

Fonte: http://www.vivaioscariot.it/fiori-di-settembre-quali-possiamo-piantare/

CICLAMINI

Per concludere non possiamo non parlare di uno dei fiori più richiesti e apprezzati in questo momento dell’anno…ossia il famoso Ciclamino; pianta caratterizzata da petali di diversi colori che vanno dal bianco al rosso utilizzata soprattutto per decorare balconi delle case e appartamenti.

 

Generalmente il Ciclamino fiorisce durante l’autunno-inverno, ma, già a settembre cominciano a comparire i primi boccioli.

 

Dunque quali accorgimenti possiamo adottare per far crescere la nostra piantina al meglio e far sì che durante l’inverno ci regali delle belle fioriture?

Innanzitutto è importante sapere che il Ciclamino predilige vivere in ambienti semi ombrosi e, anche dentro casa, è necessario non collocare la piantina a contatto diretto con i raggi solari al fine di evitare che le sue foglie subiscano delle scottature.

Per il tipo di terreno è sicuramente preferibile quello di bosco: soffice, umido, ricco di humus e ben drenato. Proprio in questo periodo dell’anno se ci addentriamo a passeggiare nei boschi un fresco e inebriante profumo di Ciclamini sovrasterà tutti gli odori che la natura ci regala e, durante il cammino, noteremo delle splendide macchioline di colore fucsia che rallegrano l’atmosfera.

 

Come e ogni quanto dobbiamo irrigare la pianta?

Dato che, come detto sopra, la pianta ama un terreno umido, è bene innaffiarla versando dell’acqua direttamente nel sottovaso, con l’accortezza di gettare quella in eccesso per evitare che le radici marciscano. Invece non dobbiamo far sì che l’acqua entri in contatto con le foglie al fine di non far sorgere muffe dannose per la pianta.

 

Ultimo accorgimento, per favorire la crescita della nostro Ciclamino sarebbe ideale concimarlo con del fertilizzante fluido azotato diluito in acqua ogni due massimo tre settimane.

 

PER I RIZOMI DELL'ANNO PRECEDENTE, RIMANDIAMO ALL'ARTICOLO SPECIFICO.

 

Fonte: http://www.vivaioscariot.it/fiori-di-settembre-quali-possiamo-piantare/


ECCO INVECE UNA GALLERIA DI PIANTE SEMPREVERDI DA ESTERNO

HEBE

COLEUS

EUCHERA

SKIMMIA


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Vacanze estive: e ora come faccio con le mie piante?chi le bagna?

Come annaffiare le piante da appartamento quando si parte per le vacanze? Innanzitutto esistono alcuni accorgimenti che si possono adottare e tutto dipende per quanto si mancherà da casa...

 

E' sempre buona norma lasciare dei recipienti riempiti d'acqua vicino ai vasi cosicché l'acqua, evaporando, creerà un ambiente umido.

 

Inoltre se lasciate le vostre piante in casa ricordatevi di non lasciarle al buio, mentre se invece si trovano all'esterno spostatele in una posizione meno soleggiata possibile e mettetele tutte insieme per benino in modo che formino così un microclima umido.

 

Se si pensa di mancare per più di una settimana è possibile dar loro l'acqua di cui hanno bisogno usando una grande bottiglia (o un contenitore) una per ciascuna pianta ponendola vicino ognuna al proprio vaso ad un'altezza superiore a quella del vaso stesso: in pratica riempite la bottiglia d'acqua e ponetevi delle strisce di stoffa (da 3 a 10 strisce) già bagnate con un capo immerso nella bottiglia l'altro capo nella terra del vaso, per bene interrate per qualche centimetro, in questo modo l'acqua passerà dalla bottiglia alla terra con facilità.

 

Fonte immagine: http://www.donnamoderna.com/casa/fai-da-te/trucchi-curare-piante-vacanza/photo/La-bottiglia-d-acqua-rovesciata-per-le-piante#dm2013-su-titolo

Fonte immagine: http://www.wikihow.com/Water-Plants-While-You're-Away

  • Se le piante sono tante si può usare lo stesso metodo che funziona nello stesso modo, ma con forma diversa, ossia porta l'acqua dalla parte inferiore del vaso (come fosse acqua che arriva grazie ad un sottovaso). In pratica un piccolo telo steso su una superficie piatta con una parte immersa in una bacinella piena d'acqua che si trova ad un livello inferiore a quello di dove si trovano le piante, l'acqua quindi risalirà per capillarità nel terreno e così innaffierà le piante.

 

 

 

  • Un'altro metodo semplicissimo è quello di utilizzare una bottiglia da mezzo litro, basta praticate alcuni fori sul tappo di plastica e sulla base della bottiglia stessa per permettere all'acqua di fuoriuscire Ora basta riempire la bottiglia d'acqua chiusa con il tappo quindi basta piantarla con il collo nel terreno ed Il liquido verrà ceduto lentamente.

continua a leggere su http://www.greenme.it/abitare/orto-e-giardino/8276-annaffiare-piante-vacanza

Fonte immagine: www.elicriso.it

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Gerani: voglio una fioritura spettacolare!! ecco come:

Tanto amati quanto odiati, sta di fatto che di gerani se ne vendono sempre tanti e tutti li voglio spettacolari!! e dunque ecco una piccola guida con tanto di video su come prendercene cura e fare invidia al vicino. Buona lettura e buona visione!

Fonte video: www.giardinaggio.it

Tecnica colturale

I gerani crescono bene a temperature ambientali fino a 25 °C. Crescono molto bene in pieno sole e richiedono ambienti ben aerati ma non amano le correnti d'aria. Viceversa temperature troppo basse, sotto i 15 °C non sono gradite.

E' buona norma zappettare la terra che ospitano i nostri gerani periodicamente in modo da rompere la crosta che si forma alla superficie che impedisce sia l'assorbimento dell'acqua che la respirazione del terriccio sottostante.

E' importante rimuovere anche le foglie secche o scolorite tagliandole con una forbice a circa 1 cm dall'attaccatura al fusto questo per evitare di lasciare ferite aperte nel fusto che potrebbero essere una via privilegiata per attacchi parassitari.

 


Annaffiatura

Le annaffiature dei gerani devono essere effettuate spesso. Durante la primavera e l'estate, si annaffia in modo da inumidire completamente il terriccio e si lascia asciugare la superficie prima di effettuare la successiva irrigazione.

Durante i periodi autunno invernali, si annaffia di tanto in tanto, giusto per evitare che il terriccio si asciughi completamente.

 

 


Concimazione

Il geranio, essendo una pianta molto attiva, ha necessita di essere concimata spesso.

 

Da aprile a settembre si concima ogni due settimane con fertilizzanti liquidi che si somministrano con l'acqua di irrigazione. Durante questo periodo è bene somministrare alla pianta un concime che abbia un titolo in potassio più alto per favorire la fioritura. Accertatevi pertanto che oltre ad avere i cosiddetti macroelementi quali azoto (N), fosforo (P) e potassio (K) e che tra questi il potasssio sia in maggiore quantità che abbia anche i microelementi, vale a dire quei composti di cui la pianta ha bisogno in minima quantità (ma ne ha pur sempre bisogno) quali il magnesio (Mg), il ferro (Fe), il manganese (Mn), il rame (Cu), lo zinco (Zn), il boro (B), il molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.

Durante gli altri periodi dell'anno è sufficiente una volta al mese, somministrando un concime a formula 1:1:1 vale a dire con uguali quantità di azoto, fosforo e potassio oltre naturalmente i microelementi.

 

Un consiglio: diminuite leggermente le dosi rispetto a quelle riportate nella confezione; se inserite un buon terriccio e rinvasate ogni anno, darete alla vostra pianta una buona scorta di base di elementi nutritivi.

 


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Balcone: che piante ci metto??

Il terrazzo può essere arredato con splendide piante! La scelta è molto ampia e tutto dipende dai vostri gusti, infatti sono molte le piante che crescono bene sia in pieno sole che a mezz’ombra. In più, chi abita nelle zone più fredde d’Italia, può proteggere le piante allestendo una piccola serra verticale o acquistando piante resistenti alle temperature più rigide.

 

Per chi ama le ricche fioriture, le piante da terrazzo più adatte sono i Margheritoni Nani e le Scabiose Japoniche. Entrambe fioriscono da maggio a ottobre e vivono bene sia in pieno fiore che a mezz’ombra. Le due piante vivono bene insieme, magari creando composizioni in ampie fioriere.

 

Sul terrazzo si adattano bene anche le Dalie, ne esistono di molteplici varietà. Il rivenditore Bakker offre la dalia “Bluesette-Tubero” soprannominata, appunto “dalia da terrazzo”: le Dalie da terrazzo Bluesette sono sensibili al gelo, per questo vanno piantate a fine inverno. La fioritura ha inizio a luglio e continua fino a autunno inoltrato (novembre). La pianta è perfetta per il terrazzo perché presenta una fioritura compatta, in più è ideale da recidere per creare profumatissimi bouquet.

 

Gli amanti delle rose apprezzeranno sicuramente la Rosa polyantha. Sbocciano da giugno fino alle prime gelate di ottobre. La fioritura è molto ricca e compatta, i fiori sono rosa dalle sfumature bianche, la pianta cresce bene sia in pieno solo che a mezz’ombra.

 

Chi preferisce avere un terrazzo fiorito anche d’inverno, può allestire un piccola serra verticale. Le serre di questo genere sono in grado di riparare le piante dal freddo, hanno uno scheletro in metallo e sono ricoperte da materiale plastico strutturato da portare un’apertura anteriore. Le piante saranno ospitate nella serra in diversi ripiani. L’unico inconveniente di queste serre è il prezzo: per una serra piccola (68 x 48 x 163 cm), composta da quattro ripiani, l’utente dovrà essere pronto a sborsare all’incirca 50 euro. Per ospitare le piante sul terrazzo, esistono dei portafiori da appendere alle pareti o alle ringhiere, tali strutture sono perfette per ospitare piante pensili.

 

 

Read more at http://www.ideegreen.it/piante-da-terrazzo-21401.html#SD4Lxbl5aF05HTu9.99

DALHIE

ROSA POLYANTHA


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Ho il pollice nero=fiori di campo!

Fonte immagine: wildflowers (by Suzi Marshall)

Non sarebbe meraviglioso svegliarsi la mattina e trovare di fronte a sé questo paesaggio spettacolare??

Si ovviamente ma poiché ben pochi hanno il privilegio di vivere in aperta campagna, possiamo ricreare il nostro piccolo paradiso floreale proprio sui nostri balconi, giardini e terrazzi.

 

 

Per realizzare tutto ciò basterà fornirvi di poche bustine di semi, ormai reperibili sul mercato, e dare libero sfogo alla fantasia: mescolandoli insieme o disegnando delle forme a vostro piacimento. Ricordate però che essendo per la maggior parte delle erbacee annuali tenderanno, negli anni successivi, a disseminarsi da sole, producendo un effetto di un continuo mutamento, ideale per chi ha poco tempo da dedicare all'irrigazione e manutenzione delle piante.

 

PREPARAZIONE E MANUTENZIONE

Se nel vostro giardino/vaschetta è già presente una zona più “incolta” delle altre, questa risulterà ideale per essere arricchita con fiori di campo. Vi basterà rompere la continuità del tappeto erboso con un rastrello, così da creare delle piccole infossature nel terreno dove potrete andare a posizionare i semi (2 grammi di semi per metro quadro). Ricordatevi che non sarà necessario ricoprirli con della terra. Nei primi mesi tenete l’altezza del prato mediamente bassa per permettere alle giovani piantine di svilupparsi. L’ultima falciatura dovrà essere effettuata in febbraio, così da lasciar crescere le piante per la fioritura primaverile. Una volta che queste saranno esplose in tutta la loro eccezionale bellezza, lasciate che le piante abbiano il tempo di produrre i semi per l’anno successivo: in genere questi ultimi arrivano a maturazione tra luglio e agosto.

 

QUANDO SEMINARE

 

Fino a giugno è possibile seminare per fioriture fino a settembre.

Fonte immagine: http://www.rolv.no/bilder/galleri/medplant/cent_cya.htm

 

Fiordaliso

Queste piante gradiscono particolarmente le posizioni in pieno sole Il fiordaliso non è particolarmente sensibile al freddo, però, ama particolarmente le posizioni soleggiate, dove può ricevere parecchie ore di sole al giorno, ma soffre durante le giornate più calde, se il sole è particolarmente forte. 

Fonte immagine: http://www.pianetadonna.it/foto_gallery/societa/25-novembre-giornata-contro-violenza-donne-scegliamo-rosso/papaveri-rossi-contro-la-violenza-sulle-donne.html

Papavero

I papaveri non presentano eccessive esigenze di coltivazione. Le specie per uso ornamentale sono, infatti, molto rustiche e si adattano a qualsiasi tipo di terreno, di concime e di condizione climatica. Questo facilita moltissimo le operazioni di cura e coltivazione dei papaveri. 

Fonte immagine: https://pixabay.com/it/camomilla-vera-matricaria-chamomilla-58642/

 

Chamomilla

E' una pianta che ama il sole, l'aria ed il caldo viceversa non ama le correnti d'aria ed il vento eccessivo. Predilige i luoghi con inverni miti e con una buona umidità anche se non gradisce l'eccessiva umidità notturna.

 



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Ciclamini: finita la stagione, e ora?

I ciclamini hanno reso il vostro inverno fiorito e colorato, ma quando il caldo si avvicina i suoi fiori spariscono e spesso le piante di ciclamino fanno una brutta fine! Quest’anno non fate lo stesso tragico errore e conservate invece i vostri ciclamini: l’anno prossimo fioriranno nuovamente, e vi regaleranno un inverno coloratissimo.

 

Per prima cosa lasciate che i fiori del ciclamino appassiscano e cadano: generalmente questa fase si conclude più o meno a giugno. Una volta che saranno spariti i fiori dal vostro ciclamino dovrete però continuare a prendervene cura: le foglie sono infatti il segno che la pianta è ancora viva.

 

Ricordatevi quindi di annaffiare i ciclamini con minore frequenza, ma facendo sempre attenzione a non lasciare il terreno troppo asciutto. Continuate in questo modo fino a quando anche le foglie del ciclamino non saranno appassite: staccate le foglie morte e trasferite il vaso in una zona fresca della casa ma luminosa. Se posizionate il vaso in giardino fate attenzione a non lasciare il vaso in una zona con la luce diretta del sole che seccherebbe eccessivamente il terreno, bruciando i bulbi.

 

Finita la stagione calda potrete cominciare a riprendere in mano i vostri ciclamini. Estraeteli dal vaso e dal terreno originario e procedente: cambiate il terreno, ricordandovi di porre sul fondo del vaso uno strato di argilla espansa che garantisca al terreno il giusto drenaggio dell’acqua.

 

Interrate i bulbi e riprendete ad annaffiare manualmente i vasi di ciclamini: seguite quindi le indicazioni per curare il ciclamino.

 

Vedrete ben presto spuntare le prime foglioline e verso febbraio i vostri ciclamini saranno ritornati in fiore.

 

Fonte articolo: http://www.leitv.it/i-sempreverdi/giardinaggio/come-conservare-i-ciclamini-per-farli-rifiorire-lanno-prossimo/


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Qualche curiosità sulle usanze del matrimonio....

Vi siete mai chieste...cosa significano tutte o almeno alcune delle cose più usuali che si fanno o si indossano il giorno del matrimonio?

Oggi vi racconto alcune curiosità!

Iniziamo dalle damigelle...da dove nasce l'usanza di averle al seguito della sposa ?

La tradizione nasce da una leggenda pervenuta a noi dall'antico Egitto.

Gli egizi, infatti, credevano che gli spiriti cattivi si radunassero il giorno delle nozze nel luogo della cerimonia per rovinare l'atmosfera gioiosa e festosa alla sposa.

Le amiche della sposa, allora, vestivano con abiti simili al suo in modo da confondere e depistare gli spiriti cattivi che, non conoscendo la sposa, non potevano augurarle sfortuna e nefasti.

Anche l'usanza di  donare alla sposa erbe odorose e fiori profumati serviva a tenere lontani gli spiriti maligni, riluttanti ai profumi soavi.Nasce così il bouquet e l'usanza di regalarlo alla sposa.

Passiamo al velo.Tutti crediamo che sia simbolo di purezza e castità. In realtà il suo significato originario  non risiede nel virginale pudore della sposa che si offre allo sposo, ma ha origini romane.

A quei tempi i matrimoni venivano concordati per interessi o motivi politici e i due giovani non si incontravano mai prima del giorno del matrimonio.La donna copriva il volto fino alla fine della cerimonia per evitare ripensamenti da parte dello sposo nello scorgere il reale, magari non molto piacevole, aspetto della compagna per la vita. Solitamente questo velo era rosso, in simbolo di modestia.Tradizione ancora in uso, peraltro, nei paesi musulmani, dove ancora si mantiene spesso l'usanza del colore rosso e del volto coperto della sposa fino allo scambio delle promesse.

La giarrettiera...!quasi tutte le spose la indossano sotto l'abito!si...ma perché???

Tutto nasce nell'Europa del XIV secolo.Si riteneva che ottenere un pezzo del vestito della sposa portasse fortuna, per cui gli invitati cercavano di procurarsene o farsene consegnare una porzione.

Nel XVII secolo gli invitati celibi dovevano impossessarsi delle giarrettiere della sposa fissandole poi al loro cappello, come segno di buona fortuna ma, per fortuna con il tempo queste usanze si sono trasformate  solo nel lancio degli accessori (il bouquet, la giarrettiera, i guanti),per evitare che il vestito della sposa venisse rovinato o rotto.

La versione tradizionale vuole che sia lo sposo a sfilare la giarrettiera e lanciarla agli ospiti di sesso maschile. La sposa pudica, che non si vuole mostrare eccessivamente, indossa la giarrettiera poco sopra al ginocchio o viene tirata in giù prima del rito del lancio, invece la sposa più sfacciata alza la gonna dell'abito mostrando le gambe in modo da avere la rimozione dell'indumento al centro dell'attenzione.

Nei casi in cui la sposa non indossi la giarrettiera si userebbe lanciare la scarpa destra della sposa, sfilata direttamente da questa o da una delle sue damigelle o testimoni.

Un'altra tradizione prevedeva che la giarrettiera venisse fatta a pezzi dal marito e donata a più invitati. In modo simile si fa oggi in alcune zone d'Italia con la cravatta dello sposo, che viene tagliata in piccoli pezzi e distribuita tra gli uomini invitati in cambio di una piccola donazione in denaro da dare poi agli sposi.

Le donna colpita dal bouquet della sposa dovrebbe ballare insieme all'uomo che ha presso la giarrettiera; la tradizione dice che l'uomo deve dare la giarrettiera alla donna che ha presso il bouquet, per indossarla prima del ballo insieme. Se non si conoscono possono fare solo una fotografia insieme.

Un'altra curiosità riguarda la dote della sposa...Oggi si parla di case, biancheria importante, piatti, bicchieri ma sapete nel '700 la dote di una sposa,nobile, in cosa consisteva?

Erano indispensabili 85 paia di guanti, tra corti e lunghi. 

Elisabetta di Baviera, quando sposò Francesco Giuseppe d 'Austria venne criticata, perché aveva un corredo misero. Solo: 20 dozzine di paia di guanti,14 dozzine di paia di calze e 113 paia di scarpe!!

Attualmente, e da moltissimi anni, per fortuna, gli sposi decidono liberamente l'orario delle proprie nozze.Che c'è di strano, vi chiederete?!

Beh,fino a tutto l 'Ottocento, gli sposi italiani non hanno potuto scegliere l 'ora in cui sposarsi: le nozze religiose si celebravano solo ed esclusivamente la sera, in casa della sposa, seguite da danze e banchetti. La mattina era solo per i matrimoni reali.

 L' usanza di celebrare i matrimoni di mattina è dei francesi. Negli anni Venti venne di moda sposarsi alle due del pomeriggio. La fascia oraria compresa fra le undici del mattino e mezzogiorno e mezzo è invece la preferita dai reali di tutto il mondo,ancora oggi. 

Un'altra cosa molto simpatica riguarda le...bomboniere.

Già..oggi la bomboniere è un oggetto che gli sposi donano ai loro ospiti in segno di riconoscenza per aver partecipato alla loro festa.

Ma le prime bomboniere (dal francese bon bon, piccolo dolce) risalgono alla fine del '500 ed erano dei veri capolavori artistici in miniatura: d 'oro, di pietra dura, di cristallo e di smalto. Anche il loro contenuto, piccoli dolci, appunto, era prezioso, perché lo zucchero costava carissimo: veniva importato dalle "Indie", appena scoperte, e quindi solo i più ricchi donavano le bomboniere ai propri ospiti.

I meno ricchi usavano invece dare agli invitati un sacchetto di carta traforata o di stoffa con dentro i dolcetti, come portafortuna. Da qui l'usanza di confezionare la bomboniera con i confetti..e si usa dare il famoso..."fazzoletto o sacchetto" a chi non ha presenziato ...!ed ecco anche svelato perché i dolcetti che solitamente si trovano ancora al cinema si chiamano bomboniere...proprio perché sono i lontani parenti di quei bon bon dolci!!

Una delle tradizioni più antiche del matrimonio è sicuramente il lancio del riso!Ma perché proprio il riso?

Secondo un'antica leggenda cinese, il Genio Buono, nel vedere i contadini soffrire perché colpiti da una grave carestia, si impietosì e sacrificò tutti i suoi denti, disperdendoli in una palude.Dopo un po' di tempo l' acqua li trasformò in semi da cui germogliarono poco dopo migliaia di piantine di riso: da quel giorno quindi, dove c'è riso c'è abbondanza e il lancio dello stesso sugli sposi è dunque simbolo di amore e di prosperità.

 

Per quanto riguarda i mesi:

gennaio: porta affetto, gentilezza e fedeltà;

febbraio: mese ideale per gli amori e gli accoppiamenti, si identifica come la migliore scelta possibile;

marzo: promette sia gioia che pene;

aprile: porta soltanto gioie;

maggio: assolutamente nefasto, da qui il detto "sposa maggiolina presto vedovina".In realtà maggio è considerato nefasto perché il mese dedicato alla Madonna e quindi è oltraggioso sposarsi in questo mese.

giugno:avranno la fortuna di viaggiare molto, per terra e per mare, inoltre è questo il mese dedicato a Giunone, la dea che protegge l'amore e le nozze;

luglio: annuncia fatiche e lavoro per guadagnarsi la vita;

agosto: assicura una vita ricca di cambiamenti;

settembre: porta agli sposi ricchezze e allegria;

ottobre: porta molto amore ma poco denaro;

novembre: con tristi giornate, promette invece gioia e felicità;

dicembre: la neve assicura alla coppia amore eterno.

Insomma...ce n'è davvero per tutti!!! E se si volesse organizzare un matrimonio rispettando queste credenze...bisognerebbe partire anni prima!!


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Fiori: quale tecnica per farli durare di più?

 

Tutti i fiori nascono da una pianta madre e questa svolge un ruolo fondamentale nella vita del fiore: gli fornisce acqua e gli elementi nutritivi, contemporaneamente lo protegge dagli attacchi dagli agenti esterni e dai batteri.

Quando il fiore arriva in casa, va trattato in modo particolare.

Tale trattamento consiste nella pulizia dello stelo, nel taglio del gambo e nel creare le condizioni ideali affinché questi possa durare il maggior tempo possibile.

Questo trattamento varia da fiore in fiore, ciò vuol dire che ogni fiore va trattato con cognizione di causa.

I trattamenti comune a tutti i fiori sono quelli della pulizia e taglio dello stelo e della pulizia del vaso.

 

Pulizia

Per la maggior parte dei materiali floreali, prima di immergere i gambi in acqua essi vanno ben puliti con il

coltello da fiorista togliendo fogliame, spine e germogli fino al punto di massima immersione, sia per una ragione estetica sia soprattutto per prolungare la durata in vaso.

Infatti il fogliame che rimane sotto il livello dell'acqua crea batteri: questi producono alla base dello stelo ostruzioni che impediscono l'assorbimento dell'acqua e inoltre accelerano il processo di putrefazione con produzione di gas etilene, che riduce sensibilmente la vita in vaso delle varietà floreali ad

esso sensibili. Nel despinare le rose fare attenzione a non togliere con le spine la cuticola dello stelo perché altrimenti si accelera l'appassimento.

Occorre inoltre: pulire i fiori togliendo petali sciupati, rotti o malformati; recidere eventuali germogli laterali spezzati; staccare le foglie sciupate o rotte poiché tutti questi elementi

accelerano la formazione di batteri con conseguente produzione di gas etilene.

 

Taglio

Subito dopo l'acquisto o la raccolta va immediatamente effettuato il taglio dei gambi. Per la maggior parte dei fiori il taglio va eseguito in obliquo perché la superficie di assorbimento sia maggiore; utilizzare un coltello ben affilato e non forbici o cesoie perché altrimenti la pressione esercitata sullo stelo potrebbe comprimere i vasi linfatici e ostacolare l'assorbimento dell'acqua.

I gambi vanno preferibilmente tagliati sott'acqua, soprattutto quelli cavi (ranuncoli, amarillys, anemoni ecc...): in questo modo si garantisce un rapido assorbimento lungo lo stelo e una veloce reidratazione del fiore; inoltre si evita la creazione di bolle d'aria nello stelo (embolia) che impedirebbero l'assorbimento dell'acqua. Il taglio dei gambi va effettuato come segue, secondo la loro

qualità.

  • Gambi bulbosi. Eliminare con un taglio netto obliquo tutto il bulbo e la parte biancastra alla base dello stelo poiché l'acqua viene assorbita solo dalla parte di colore verde (es.: Crochi, Giacinti, Iris, Narcisi, Tulipani);
  • Gambi lattici. Tagliare, cauterizzare con una fiamma (accendino o candela) o immergere per pochi secondi in acqua bollente per asciugare il lattice che altrimenti impedirebbe l'assorbimento dell'acqua (es.: Euphorbia Poinsettia o Stella di Natale);
  • Gambi nodosi. Effettuare un taglio netto obliquo tra un nodo e l'altro (es.: Garofano , Lisianthus, Gypsophila).
  • Gambi cavi. Effettuare un taglio netto obliquo (es.:Dahlia,Delphinium, Girasole, Paeonia). Alla Gerbera (dal gambo fragile che potrebbe ripiegarsi) e all'Amaryllis (il cui fiore pesante potrebbe sfibrare il gambo a riccioli) è meglio fare il taglio orizzontale.
  • Gambi legnosi. Effettuare un'incisione a croce in punta e se necessario circa 5 cm più sopra un'altra incisione orizzontale ad anello raggiungendo la parte midollare (es.: Brassica, Forsythia, Ortensia, Protea, Prunus). Il gambo del Crisantemo va spezzato a mano per renderlo spugnoso e va poi compresso fra pollice e indice per ammorbidirlo ancor più. attenzione però che i gambi cosìtagliati non si sfibrino nell'acqua creando un effetto antiestetico, specialmente se in vasi trasparenti.

Idratazione

Poiché nell'acquisto o nella raccolta i fiori rimangono a secco per un certo periodo di tempo più o meno breve, per eliminare lo stress che essi hanno subìto in questo lasso di tempo occorre metterli in vaso utilizzando acqua tiepida (20°C) lasciandoli rigenerare per alcune ore (almeno 12 se raccolti in giardino) prima di procedere a qualsiasi utilizzo. Se necessario si possono spruzzare le corolle con un

vaporizzatore.

 

Conservazione in vaso

Per una maggior durata in vaso bisogna:

  • Scegliere un vaso di opportune dimensioni e forma, anche per avere una sufficiente quantità di riserva d'acqua per compensare quella che gradualmente va perduta per traspirazione.
  • Non ammassare i fiori nel vaso, in modo che i boccioli abbiano lo spazio per aprirsi e l'aria possa circolare liberamente tra un fiore e l'altro.
  • Non lasciare mai i fiori senz'acqua e verificare giornalmente che la quantità d'acqua nel contenitore sia sufficiente ma non eccessiva.
  • Giornalmente, pulire i contenitori con disinfettante (es: candeggina o bicarbonato) e una spazzola a setole dure e flessibili, cambiare l'acqua (se non si usa un conservante per fiori recisi) usando preferibilmente acqua tiepida (circa 20°C) altrimenti cambiare l'acqua almeno ogni tre giorni, rabboccandola se necessario, quando si utilizza il conservante apposito.
  • Usando conservanti specifici, non impiegare contenitori metallici poché provocherebbero l'annerimento dei gambi.
  • Rinnovare il taglio ogni due/tre giorni togliendo circa 3 cm di stelo, per ridurre la presenza di batteri e migliorare l'assorbimento.

Altri accorgimenti per la vita in vaso

  • I vasi d'argento sono preferibili come contenitori poiché l'argento ha proprietà battericide, contribuendo a ridurre la formazione di batteri in acqua.
  • Per mantenere i petali più freschi può essere utile tagliare i pistilli del fiore in modo che le sostanze nutritive siano tutte a disposizione della corolla.
  • Aggiungere un po' di zucchero all'acqua può essere utile poiché il fiore reciso, non compiendo più il ciclo della fotosintesi, necessita di un apporto esterno di sostanza nutritiva.
  • Tenere lontani i fiori dalla frutta e dagli ortaggi che, producendo gas etilene, ne accelerano la fioritura a scapito della durata.
  • Anche la Zantedeschia (Calla) e il Lilium (Giglio) sviluppano in quantità elevata gas etilene e quindi, se possibile, è meglio tenerli separati dagli altri fiori, in un ambiente diverso.
  • Non collocare nello stesso vaso con altri fiori quelli che emettono lattici velenosi dal gambo reciso (es. Giacinto, Narciso, Stella di natale).
  •  Collocare i fiori in luogo luminoso ma non direttamente esposto al sole, lontano da fonti di calore (calorifero, camino, televisore) poiché l'alta temperatura provoca una traspirazione maggiore e un maggior consumo di sostanze nutritive.
  • Conservare i fiori in luogo non ventilato e con buon grado di umidità: l'aria secca e le correnti d'aria provocano un precoce avvizzimento del fiore.
  • Durante la notte collocare i fiori in un luogo il più possibilefresco, anche all'aperto se la temperatura notturna è di 15-20°C. Attenzione però agli sbalzi di temperatura che possono provocare una veloce sfioritura.
  • Spruzzare quotidianamente foglie e corolle per idratarle, soprattutto nei mesi estivi e se c'è scarsa umidità nell'aria (es. se nell'ambiente sono accesi i caloriferi o il camino).

Pronto Intervento

Se ci accorgiamo che nonostante tutte le precauzioni i fiori

cominciano ad appassire:

  • Rinnovare il taglio sott'acqua.
  • Immergere per qualche secondo l'estremità del gambo in acqua bollente per facilitare l'idratazione, poi collocare il fiore in acqua nuova tiepida.

Se l'appassimento continua, immergere completamente il fiore in un contenitore pieno d'acqua tiepida e lasciarlo a bagno per almeno 30 minuti o comunque finché non si riprende.

 

Fonte immagine: https://www.google.it/url?sa=i&rct=j&q=&esrc=s&source=images&cd=&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwib3ceqwcPNAhUIlxQKHfezDZUQjRwIBw&url=http%3A%2F%2Fwww.talklocal.com%2Fblog%2F2013%2F09%2Fs%2Fflorists%2Fhow-to-keep-flowers-fresh-with-sugar-water%2F&bvm=bv.125596728,d.d24&psig=AFQjCNF8p9NVfBYXdiZKuOSdRoaf6Lp3jA&ust=1466955526717742


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Perche le mie piante non rifioriscono?

È veramente spiacevole vedere una pianta molto curata che non riesce a fiorire. Co­munque ciò accade più per colpa nostra che della pianta stessa: potremmo aver commesso qualche errore, per esempio non aver dato alla pianta qualche elemento vitale di cui aveva assoluto bisogno per produrre i boc­cioli;

oppure, potremmo aver trascurato del­le condizioni essenziali per la fioritura.

Tut­tavia non dovete preoccuparvi, seguendo qualche semplice accorgimento durante la coltivazione è molto semplice risolvere il problema della mancanza di fiori.

 

Ciò che dovremo analizzare molto accuratamente saranno i seguenti punti:

 

se la pianta riceve abbastanza luce;

se la pianta è concimata regolarmente;

se il vaso è troppo piccolo;

 

 

La pianta riceve abbastanza luce?

 

Le piante a fiori, generalmente, hanno bi­sogno del massimo di luce tutto l’anno, ma soprattutto quando si stanno aprendo i boc­cioli e la pianta fiorisce. Se ritenete che la pianta non abbia abbastanza luce, spostate­la in un luogo più luminoso, riparato dalla luce diretta del sole. Ci sono anche piante, come i cactus e le piante grasse provenienti dalle zone più aride del mondo, che talvolta stentano a fiorire e non lo faranno del tutto se non garantite loro abbastanza luce sola­re. Non tenetele in un posto qualunque, ma alla luce più intensa ed il più possibile diret­tamente esposte al sole.

Una soluzione al problema della mancan­za di luce è quello di procurare alle piante luce artificiale.

 

La pianta è concimata regolarmente?

 

Molte piante hanno bisogno dell’aiuto di un concime, cioè dell’apporto di sostanze nutritive, per potere iniziare a produrre i boccioli. Il potassio è particolarmente im­portante perché le aiuta a formare boccioli e quindi fiori. Gli altri elementi nutritivi indispensabili per le piante sono l’azoto ed il fosforo, necessari però in quantità molto più ridotte. Esistono in commercio diversi tipi di concimi:

 

LIQUIDI o GRANULARI da versare nell'innaffiatoio;

A LENTA CESSIONE da mescolare insieme al terriccio o spargendolo sul terreno, procedendo poi l'annaffiatura;

Esistono poi concimi specifici per orchidee, gerani, acidofile (ortensie, azalee, camelie, ecc.) e concime ALGATRON a base di alghe marine brune per aiutare la pianta quando si trova in difficoltà, per esempio dopo un attacco di funghi o parassiti, avendo precedentemente trattato con funghicida e/o insetticida. Sulla base della nostra esperienza i prodotti CIFO al momento risultano i più validi, in termini di risultato/prezzo e sono ovviamente disponibili in negozio.

 

Il vaso è troppo piccolo?

 

Alcune piante hanno bisogno di avere spazio per radicare  per portare a termine la loro crescita e iniziare a fiorire.  Se vi accorgete che un vaso è troppo piccolo per la pianta, ad inizio primavera trapiantatela in un vaso di soli 2,5 cm circa più largo rispetto all’ammasso delle radici: in tal modo fiorirà prima.

 

 

 


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Le orchidee: quelle sconosciute

Oggi, visto l'orario,  abbiamo pensato di postare un video, sulla cura delle orchidee, senza perderci in chiacchere. Buona visione e se avete qualche domanda vi aspettiamo!!


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Perchè si usa la corona d'alloro per i laureati?

Ecco il significato della corona d'alloro

Vi siete da sempre chiesti perché si regala una corona d’alloro alla persona che si è laureata? Ebbene, ecco un articolo in cui, cercheremo di spiegare il perché di questo gesto ed il suo vero significato, che porta con sé, da davvero tanti anni.

Ormai questa della corona d’alloro è diventata una tradizione che tutti tendiamo a rispettare. Viene tramandata da anni ed anni e risale ai tempi di Romani.

Questi consideravano sacra la pianta d’alloro o di lauro, come spesso si tende a chiamare. Era una pianta consacrata ad Apollo, dio del sole, ma anche della musica, della scultura, della pittura, della poesia, insomma in dio di tutte le arti.

Da questo si capisce che Apollo era considerato, da tutti i Romani, un simbolo ed emblema della saggezza, intelligenza ed anche della vittoria ed onore. Proprio per questo motivo veniva incoronato, come un re, con dei ramoscelli di alloro, che veniva posto sul capo. La corona d’alloro veniva usata e posta sui poeti e gente grande, durante le celebrazioni religiose, in cui venivano ricordati e appunto festeggiati per i loro meriti onorevoli.

Da allora tutte le persone importanti, poeti, scrittori vittoriosi, venivano onorati con questa corona realizzata di alloro.

Ecco perché questa tradizione si è diffusa ed è giunta fino a noi, in quanto una persona laureanda, è simbolo di virtù e sapienza, di grande onore e di grande sapere, è possiamo dire, un vaso in cui vengono confluite tutte le sue grandi conoscenze, che metterà in pratica nella sua vita e per questo viene proprio celebrata come a quei tempi, regalandole questa corona.

Occorre anche sapere che il termine laurea, deriva da questa pianta d’alloro, o appunto detto anche lauro, detto anche, in termine latino, Laurus Nobilis.

Anche i poeti di quel tempo ed i grandi scrittori, come lo fu il grande Dante, venivano detti e nominati laureati e adornati con delle splendide corone costituite da foglie d’alloro. Ma ricordiamo che anche Napoleone e Giulio Cesare, vennero onorati con la corona di alloro, come grandi personaggi.

Ecco perché il laureato, è proprio colui che porta sulla sua testa, una corona d’alloro, a raffigurare e rappresentare i sapienti e i poeti, che un tempo erano possessori di ingegno.

Anche in Grecia veniva usata una corona, ma era in ulivo e non in alloro, e tra l’altro occorre anche dire che questa corona di ulivo era donata agli atleti che tornavano vincitori dalle Olimpiadi.

Ecco spiegato il significato della corona d’alloro, una corona donata a coloro che entreranno a far parte, della cerchia dei sapienti, grazie agli studi che hanno fatto con sacrificio ed amore. E’ un simbolo che serve loro a ricordare l’impegno e la fortuna di aver acquisito conoscenza e sapienza, che servirà loro nella vita di tutti i giorni.

 


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L'invenzione più riuscita di Madre Natura: i fiori

Le piante non hanno sempre avuto i fiori: si tratta di un "invenzione" mai revocata, delle angiosperme. I fiori sono l'evoluzione delle piccole foglie le quali perdendo il loro colore verde, iniziarono a svilupparsi nelle strutture a petalo che riconosciamo. Dal momento che questi ultimi non possono andarsene i giro a spargere il loro seme e a propagarsi, l'evoluzione ha pensato bene di "inventare" un strumento di pubblicità al naturale: fiori e animali hanno fatto un patto, un dare e avere in cui i fiori e i loro impollinatori ( insetti pronubi) si sono uniti in uno sforzo coevolutivo. Gradualmente con il procedere delle generazioni, tra i fiori hanno avuto la meglio quelli dotati del nettare più ricco. Si tratta di un rischio calcolato: se i fiori offrono troppo poco, le api non arrivano, e quindi ci sono pochissime probabilità di riprodursi. Gli animali volando di fiore in fiore, spargono i loro polline consentendo alle piante di stabilire contatti virtuali le une con le altre e quindi di riprodursi. Gli impollinatori offrono una splendida soluzione all'handicap della mobilità, soluzione che la natura cominciò a mettere in atto più di 100 milioni di anni fa, quando vennero alla luce le prime piante fiorite. Ovviamente la ragione più importante per la quale insetti ed altri animali visitano i fiori è l'alimentazione; dentro i fiori infatti trovano cibo nutriente per loro e le loro larve mentre solo le api sociali, come quelle del miele, i bombi e le melipone, sono in grado di trasformare il nettare zuccherino in miele. Benché quest'ultimo sia un alimento importante, per le api il nettare non è indispensabile quanto il polline che ricavano dai fiori, senza il quale non possono né vivere né nutrire la prole. Ed ecco svelato il perché i fiori sono l'invenzione più riuscita di Madre Natura: grazie ad essi si nutre qualsiasi specie vivente sulla Terra. I loro frutti impediscono di morire di fame a 7,2 miliardi di abitanti sul pianeta. I fiori rappresentano il nostro passato e al contempo la speranza di un futuro radioso.

Fonte articolo:  La ragione dei fiori Stephen Buchmann 


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